Iperpigmentazione e le creme schiarenti per le macchie sulla pelle

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Cos’è e a cosa è dovuta l’iperpigmentazione della pelle?

Le discromie cutanee o disturbi da iperpigmentazione della pelle sono alcuni dei problemi più comuni per i quali le persone si recano in uno studio dermatologico. La maggior parte dei casi di iperpigmentazione rientrano tra queste 4 patologie:

  1. Melasma
  2. Cloasma o “maschera della gravidanza”
  3. Macchie solari o lentigo solari o macchie dell’età
  4. Iperpigmentazione post-infiammatoria (più comunemente causata da acne, dermatite o psoriasi)

Nonostante chiunque di ogni età o carnagione possa essere colpito da questi disturbi dermatologici, alcuni gruppi di persone hanno una incidenza maggiore di queste patologie, come ad esempio le donne in età fertile e di carnagione più scura che sono le più colpite dal melasma.

I fattori chiave che causano le iperpigmentazioni o macchie sulla pelle sono l’esposizione alla radiazione solare (raggi UV), le terapie ormonali o i cambiamenti ormonali (gravidanza e anticoncezionali inclusi), alcuni farmaci, malattie infiammatorie come l’acne e la predisposizione genetica.

Cos’è il melasma?

Il melasma è una patologia acquisita comune di tipo dermatologico. È un disturbo localizzato e caratterizzato da macchie irregolari di colore dal marroncino chiaro al marrone scuro e da chiazze con i bordi ben demarcati, spesso distribuite simmetricamente nelle aree affette. Colpisce principalmente la faccia, il collo e le estremità superiori, ma può comparire in qualunque regione del corpo.

Cos’è il cloasma o maschera della gravidanza?

Il cloasma è un altro comune disturbo dermatologico con cause e caratteristiche del tutto identiche al melasma. La differenza tra i due la si trova semplicemente nel paziente che ne è affetto: se si tratta di una donna in stato di gravidanza si parla di cloasma, per tutti gli altri soggetti si parla di melasma. È a volte e colloquialmente chiamato “maschera della gravidanza” proprio perché le macchie compaiono più comunemente sul viso delle donne gravide.

Cosa sono le macchie solari o lentigo solari o macchie dell’età?

Le macchie solari o dell’età sono un inestetismo della pelle associato all’invecchiamento e all’esposizione alla radiazione solare UV che generalmente compare dopo i 40 anni e che il più delle volte non pone alcun rischio per il paziente e non necessita quindi di trattamento medico. Sono asintomatiche non causando né dolore né prurito e compaiono principalmente nelle aree maggiormente esposte al sole, come il viso, le spalle e le mani. Il colore anche in questo caso varia dal marroncino chiaro, al marrone più scuro, al nero.

Cos’è l’iperpigmentazione post-infiammatoria?

L’iperpigmentazione post-infiammatoria è un’altra patologia molto comune che colpisce in seguito a una infiammazione della pelle; quest’ultima può essere causata da una dermatosi infiammatoria, come l’acne, da infezioni, da traumi o da reazioni a farmaci o procedure medico-chirurgiche. Nel caso dell’iperpigmentazione post-infiammatoria le lesioni o macchie seguono lo stesso pattern della condizione che le ha causate, ma l’intensità di colore dell’iperpigmentazione non è correlata al grado o gravità dell’infiammazione pregressa.

Quali creme schiarenti sono efficaci contro le macchie della pelle?

Esistono diversi tipi di trattamenti efficaci contro le macchie della pelle, dalle creme con retinoidi, ai laser, agli idrossiacidi, ma in questo articolo parleremo dei prodotti appartenenti alla classe chimica dei fenoli.

Idrochinone

L’idrochinone è il trattamento preferito per l’iperpigmentazione fin dal 1961. I suoi effetti sono limitati all’area di applicazione e sono reversibili. I primi risultati si vedono a partire da 4 settimane dopo il primo utilizzo, facendone uso giornaliero.

L’idrochinone funziona inibendo la tirosinasi, un enzima che controlla la produzione della melanina che è il pigmento responsabile per il colore della nostra pelle.

L’idrochinone si trova disponibile in formulazioni topiche come creme contenenti dal 2% (libera vendita senza obbligo di ricetta) al 4-10% (con prescrizione medica) di concentrazione e spesso si trova in combinazione con altri principi attivi, come la tretinoina, l’acido glicolico e i corticosteroidi. Le concentrazioni più alte, benchè più efficaci, sono legate a un maggior numero di reazioni avverse. Solitamente l’idrochinone viene impiegato come terapia in cicli dai 2 ai 4 mesi di durata.

Etere Monobenzilico (o monobenzone) dell’Idrochinone

L’etere monobenzilico dell’idrochinone funziona in modo simile all’idrochinone, ma viene metabolizzato all’interno dei melanociti, le cellule responsabili per la produzione del pigmento melanina, in radicali liberi che hanno la capacità di distruggere irreversibilmente i melanociti stessi. Per questo motivo gli effetti del monobenzone non sono reversibili nemmeno dopo la sospensione della terapia topica. Altra differenza è che gli effetti non si limitano all’area di applicazione, ma sono osservati anche in zone distanti da essa e per questo motivo viene preferito principalmente per il trattamento della depigmentazione generalizzata e non localizzata. Solitamente sono necessari 9-12 mesi di trattamento per ottenere i risultati ricercati.

N-Acetil-4-S-Cisteaminilfenolo (NCAP)

L’NCAP è un agente più stabile e meno irritante se comparato all’idrochinone. Funziona legandosi alla tirosinasi e impedendo quindi che essa si leghi a sua volta al suo substrato bersaglio nel melanocita con conseguente produzione di melanina. La sua azione è visibile dopo 2-4 settimane dall’inizio del trattamento.

Arbutina

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L’arbutina è un precursore dell’idrochinone ed è presente in alte concentrazioni in alcune piante, come l’uva ursina, il mirtillo nero e l’ossicocco. Funziona in maniera similare all’idrochinone sopprimendo la maturazione dei melanociti, ma causa meno casi di irritazione e altri effetti collaterali.

Consigli e avvertenze per l’uso

  • Eritema, pizzicore, irritazione, dermatite allergica da contatto, cambio di colore delle unghie, ipermelanosi paradossa post-infiammatoria e ocronosi (pigmentazione blu-grigiastra della pelle) sono alcuni dei possibili effetti collaterali riportati in letteratura medica. Per questo motivo, si consiglia vivamente di consultare un dermatologo prima di usare questa classe di prodotti sia per le creme senza obbligo di ricetta che ovviamente per le creme che necessitano di prescrizione.
  • Nessuno studio è stato condotto per stabilire il profilo di sicurezza di queste formulazioni topiche quando utilizzate da donne in stato di gravidanza o allattamento. Se rientri in queste categorie, consulta il tuo medico di famiglia o il tuo specialista di fiducia prima dell’uso.
  • Nel 2006 l’FDA e altre agenzie regolatorie del farmaco hanno riportato alcune evidenze scientifiche indicanti l’idrochinone come possibile sostanza cancerogena e come possibile causa di ocronosi. Tuttavia, quegli studi furono condotti solo su animali e prevedevano altissime dosi di idrochinone assunto per via orale. Studi successivi hanno mitigato i dubbi e nessuno studio sugli umani mostra tale correlazione. Cionondimeno il suo commercio resta bandito in alcuni paesi.
  • La melanina è il pigmento responsabile per il colore della nostra pelle, ma è anche la molecola chimica che assorbe la maggior parte dei raggi UV che colpiscono la nostra pelle, proteggendola dal danno solare e dal cancro. Per questo motivo, l’uso di una protezione solare alta ad ampio spettro (SPF 50 con copertura sia per UVA che per UVB) è altamente consigliato durante e successivamente al trattamento con questi prodotti.

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6 commenti su “Iperpigmentazione e le creme schiarenti per le macchie sulla pelle”

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