Coxartrosi o artrosi dell’anca: sintomi e rimedi

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La coxartrosi, o più comunemente chiamata artrosi dell’anca, è una malattia degenerativa delle articolazioni. I sintomi si sviluppano lentamente nel corso degli anni e i più comuni sono il dolore all’articolazione dell’anca, la rigidità articolare e la difficoltà a camminare. L’artrosi dell’anca si classifica principalmente in due categorie:

  1. Artrosi dell’anca primaria o idiopatica.
  2. Artrosi dell’anca secondaria.

L’artrosi primaria è causata dal processo fisiologico dell’invecchiamento. A causa del progredire dell’età, le cartilagini contengono meno acqua e le proteine che le compongono, come il collagene, iniziano lentamente a degradarsi risultando in una cartilagine complessivamente consumata. Inoltre, sempre per via dell’invecchiamento, i tessuti perdono la loro capacità di ripararsi velocemente ed efficacemente. Nel corso degli anni l’erosione della cartilagine può comportare anche lo sviluppo di deformità del tessuto osseo dell’articolazione, come la formazione di osteofiti. Tutti questi cambiamenti nel complesso contribuiscono all’insorgenza di un processo infiammatorio che coinvolge l’articolazione e che porta allo sviluppo dei sintomi, quali il dolore e la limitazione funzionale. Nei casi più avanzati non vi è più cartilagine a fare da cuscino tra le ossa che compongono l’articolazione.

L’artrosi primaria dell’anca viene diagnosticata tipicamente negli individui sopra i 55 anni di età e solo dopo aver escluso tutte le cause di artrosi secondaria.

L’artrosi secondaria è invece causata da altre patologie che poi portano agli stessi risultati dell’artrosi primaria, cioè la degenerazione di cartilagine e tessuto osseo e l’insorgenza dell’infiammazione. Tra le varie possibili cause di artrosi secondaria vi sono:

  • L’obesità, in quanto il peso in eccesso portato dai pazienti aumenta lo stress a carico dell’articolazione.
  • La displasia dell’anca o altre alterazioni anatomiche, dove vi è maggior stress articolare a causa della conformazione anatomica dell’articolazione.
  • I traumi
  • La gotta, dove i depositi di cristalli nella cartilagine ne causano la degenerazione.
  • L’artrite reumatoide, dove l’infiammazione dovuta alla malattia porta alla degenerazione dell’articolazione.
  • Il diabete e altri disturbi ormonali che possono causare la degenerazione precoce della cartilagine.

L’artrosi dell’anca è una patologia molto comune in tutto il mondo; in base al paese di riferimento la sua incidenza varia tra lo 0,1-10% della popolazione. Negli Stati Uniti, l’incidenza è di circa il 3-6% facendone una delle patologie per le quali la spesa sanitaria è tra le più alte e si prevede un aumento dei casi in tutto il mondo nei prossimi 10-15 anni. La maggior parte delle persone sopra i 65 anni di età sviluppano evidenze radiografiche di artrosi, ma non tutti quelli che le presentano sviluppano anche i sintomi e necessitano di trattamento.

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Sintomi dell’artrosi dell’anca

Il sintomo più comune dell’artrosi dell’anca è il dolore articolare che peggiora con l’uso ripetuto dell’articolazione affetta, ma migliora e si allevia con il riposo. La rigidità dell’articolazione è un altro sintomo comune: è generalmente maggiore al mattino dopo che l’anca è rimasta immobile tutta la notte e migliora dopo un po’ di movimento.

Tra gli altri sintomi vi sono:

  • Difficoltà a camminare
  • Rumori o scricchiolii dell’articolazione
  • Limitazione funzionale
  • Equilibrio instabile
  • Debolezza muscolare

Diagnosi di artrosi dell’anca

La diagnosi viene fatta dal medico dopo aver raccolto l’anamnesi, aver ascoltato i sintomi riportati e aver eseguito un esame fisico del paziente; la tipologia, la durata e la localizzazione dei sintomi riportati sono l’indicatore principale della patologia. La radiografia dell’anca può agevolare la diagnosi mostrando uno spazio articolare ridotto, la perdita di tessuto cartilagineo e la formazione di speroni ossei; la radiografia può inoltre essere utile ad escludere altre cause di dolore all’anca e nel determinare la necessità di intervento chirurgico.  Tuttavia, nelle prime fasi della patologia potrebbero non essere visibili alterazioni radiografiche.

Non vi sono esami del sangue per la diagnosi di artrosi dell’anca, ma potrebbero essere prescritti per escludere cause secondarie dell’artrosi, quali l’artrite reumatoide.

L’artrocentesi eco-guidata dell’anca, cioè l’aspirazione del fluido articolare, potrebbe essere prescritta per escludere altre patologie come la gotta e le infezioni.

Prevenzione, terapia e trattamenti per l’artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca sintomatica colpisce il 3-6% della popolazione, specialmente gli adulti al di sopra dei 55 anni; l’artrosi asintomatica dell’anca invece, diagnosticata con prove radiografiche, è presente nel 15-20% della popolazione. Visto l’alto numero di persone che sviluppano l’artrosi nella loro vita, è importante prima di tutto considerare le strategie preventive, che risultano anche utili nel fermare o rallentare la progressione della malattia. Quando la prevenzione fallisce o l’artrosi progredisce e diventa sintomatica, ci sono 4 categorie di trattamento principali per la possibile gestione dell’artrosi dell’anca:

  1. La fisioterapia
  2. La terapia farmacologica orale
  3. La terapia farmacologica con infiltrazioni o iniezioni intra-articolari
  4. La terapia chirurgica (protesi d’anca)

La prevenzione dell’artrosi dell’anca

Ci sono tre metodi fondamentali per la prevenzione dell’artrosi:

  • Mantenere un peso sano o perdere peso se sovrappeso o obesi. Portare in giro i chilogrammi di troppo può aumentare il rischio di sviluppare artrosi fino a 5 volte a causa del maggior stress al quale vengono sottoposte le articolazioni.
  • Fare attività fisica. I muscoli hanno anche una funzione di supporto per le articolazioni; avere muscoli deboli aumenta lo stress a cui vengono sottoposte le articolazioni. 150 minuti a settimana di attività aerobica di moderata intensità sono il minimo raccomandato per tutti gli adulti. I più anziani invece dovrebbero puntare a rimanere attivi ogni giorno, anche semplicemente camminando per 30 minuti quotidianamente per mantenere e aumentare la forza fisica.
  • Evitare gli infortuni o farsi vedere subito da un medico. Indossare le scarpe giuste, mantenere una postura idonea, fare il riscaldamento prima dell’attività fisica, evitare di sottoporre le articolazioni a stress eccessivo, … sono tutti metodi per prevenire gli infortuni. Nel caso un infortunio dovesse capitare è bene farsi vedere immediatamente da un professionista: ignorare un infortunio può portare a danni ulteriori all’articolazione. Prendersi il riposo appropriato prescritto o utilizzare le stampelle quando necessario ad esempio possono mitigare il rischio di danni ulteriori.

La fisioterapia per l’artrosi dell’anca

Quando i sintomi della coxartrosi si manifestano è preferibile rivolgersi ad un fisioterapista. Eseguire esercizi senza supervisione potrebbe infatti peggiorare la situazione. Un fisioterapista sarà in grado di aiutare a mantenere la forma corretta durante l’esecuzione, monitorerà la postura, valuterà la camminata, farà allenare specificamente i muscoli che lo necessitano ed allenerà non solo la forza e la resistenza, ma anche l’equilibrio. Il fisioterapista potrà inoltre consigliare metodi per scaricare l’articolazione usando ad esempio un bastone o una stampella per mitigare il dolore e l’infiammazione. Potrà creare un programma di esercizi specifico per i bisogni di ogni singolo paziente. Infine, eseguendo gli esercizi con supervisione, sarà più facile essere costanti nell’allenamento e seguire il programma di esercizio, senza il rischio di saltare e rimandare per mancanza di motivazione o per via della sintomatologia dolorosa.

I farmaci orali per l’artrosi dell’anca

Vi sono molti farmaci disponibili per il trattamento dei sintomi associati all’artrosi dell’anca.

Tra i farmaci che prendono di mira il dolore, quello più usato è il paracetamolo con una dose massima giornaliera di 3,000mg (3 grammi) in assenza di patologie epatiche, dose singola massima di 1,000mg e intervallo minimo tra le dosi di 4 ore. Altri farmaci per il controllo del dolore dovuto all’artrosi sono il tramadolo, la codeina e gli oppioidi come l’ossicodone e l’idrocodone, che necessitano di prescrizione medica e causano dipendenza. Per la scelta del farmaco e del dosaggio è bene rivolgersi al proprio medico curante e lasciare che sia lui a stabilire il piano terapeutico.

Altri farmaci comunemente utilizzati per l’artrosi sono i FANS o farmaci antinfiammatori non steroidei; questi farmaci riducono sia il dolore che l’infiammazione. Alcuni di questi farmaci sono disponibili senza ricetta, altri necessitano di prescrizione. Tra i vari vi sono l’ibuprofene, l’aspirina, il naprossene, il diclofenac e il celecoxib. Questa classe di farmaci può causare danni allo stomaco e può interagire con altri farmaci o patologie concomitanti, quindi come sempre è meglio chiedere un consiglio al proprio medico prima dell’assunzione.

I corticosteroidi orali, come il prednisone o il cortisone, solitamente non vengono prescritti né sono raccomandati per il trattamento dell’artrosi dell’anca.

Una categoria separata è quella degli integratori per il trattamento della coxartrosi. Non vi sono molti studi a supportarne l’uso e potrebbero non aver alcun effetto né sulla progressione della malattia nè sui sintomi, anche se riscontri aneddotici ne suggeriscono l’efficacia. Tra i vari vi sono:

  • La Glucosamina Solfato
  • La Condroitina Solfato
  • Il MSM o Metil-Sulfonil-Metano
  • Il Collagene
  • Il Magnesio

Si trovano spesso combinati in un prodotto e non come agente singolo. La loro efficacia è ancora da provare in studi su larga scala a doppio cieco.

Le infiltrazioni o iniezioni intra-articolari per il trattamento dell’artrosi dell’anca

Ad oggi, vi sono diversi tipi di infiltrazioni disponibili per il trattamento dell’artrosi. Si tratta di sostanze che puntano a ridurre il dolore e l’infiammazione nel lungo termine in contrasto ai farmaci per via orale che hanno effetto a breve termine, e in alcuni casi sembrano anche essere in grado di rigenerare il tessuto cartilagineo andato perduto.

Questi sono i principali agenti iniettati in questo tipo di terapia:

  • L’acido Ialuronico o Ialuronato di Sodio. L’acido ialuronico è presente nelle articolazioni come uno dei vari costituenti del cuscinetto tra i segmenti ossei così come è presente nel fluido che lubrifica l’articolazione. Nell’artrosi c’è una riduzione nel contenuto di acido ialuronico all’interno dell’articolazione. Più infiltrazioni di acido ialuronico, effettuate a distanza di una settimana una dall’altra, possono aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. L’efficacia di questo trattamento è controversa e varia enormemente da individuo a individuo: in generale i miglioramenti si vedono dopo alcune settimane dalla prima infiltrazione e possono perdurare fino a 6 mesi dalla fine della terapia.
  • Iniezioni di corticosteroidi. I corticosteroidi o farmaci cortisonici sono comunemente iniettati all’interno delle articolazioni per ridurre il dolore e l’infiammazione. Il loro vantaggio è che agiscono molto velocemente, ma non possono essere somministrati più di 3-4 volte nella stessa articolazione nell’arco di 12-18 mesi, altrimenti infatti causano una degenerazione accelerata dell’articolazione.
  • PRP o Plasma Ricco di Piastrine. Questa terapia innovativa dalla fama crescente sta venendo applicata in diverse specialità mediche. Si tratta di una sostanza ricavata dal sangue intero del paziente che dopo il prelievo viene centrifugato per separarne i componenti. Non vi sono ancora molti studi a supporto di questa terapia e la sua efficacia è ancora controversa, ma sembra essere più efficace dell’acido ialuronico nel ridurre il dolore e l’infiammazione.
  • Le Cellule Staminali Mesenchimali. Le cellule staminali sono un’altra terapia innovativa, sicura e promettente e al momento in fase di studio in diversi trial clinici in tutto il mondo. Sono generalmente cellule ottenute a partire dal tessuto adiposo o dal midollo osseo del paziente. I dati disponibili da studi su piccola scala mostrano una diminuzione del dolore e dell’infiammazione e una rigenerazione della cartilagine persa, ma sono necessari ulteriori studi a lungo termine per valutarne l’efficacia.

La terapia chirurgica: artroplastica dell’anca

La terapia chirurgica, nota come artroplastica dell’anca o protesi dell’anca, è generalmente raccomandata quando tutti i trattamenti conservativi falliscono o quando l’artrosi dell’anca è a uno stadio troppo avanzato e causa dolore e deficit funzionale eccessivo per il paziente. L’età del paziente è anche uno dei fattori importanti nel decidere se operare o meno.

L’obiettivo dell’intervento è quello di far scomparire il dolore e ristabilire la funzione dell’anca, ma parleremo in dettaglio di questa terapia nell’articolo dedicato all’artroplastica dell’anca.


Fonti
  • Hip Joint Restoration – Worldwide Advances in Arthroscopy, Arthroplasty, Osteotomy and Joint Preservation Surgery
    JC McCarthy, PC Noble, RN Villar – Springer, 2017
  • The effect of osteoarthritis definition on prevalence and incidence estimates: a systematic review
    D Pereira, B Peleteiro, J Araújo – Osteoarthritis Research Society International, Nov 2011
  • Platelet-rich plasma in osteoarthritis treatment: review of current evidence
    L Gato-Calvo, J Magalhaes, C Ruiz-Romero – Therapeutic Advances in Chronic Disease, Feb 2019
  • Comparison of two platelet rich plasma formulations with viscosupplementation in treatment of moderate grade gonarthrosis: A prospective randomized controlled study
    YU Yaradilmis, I Demirkale, AS Tagral – Journal of Orthopaedics, Jan 2020
  • Treatment of Osteoarthritis of the Knee: An Update Review
    Newberry SJ, FitzGerald J, SooHoo NF – Agency for Healthcare Research and Quality, May 2017
  • Osteoarthritis Fact Sheet
    Centers for Disease Control and Prevention – Jan 2019

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