Rimozione protesi al seno con o senza sostituzione (guida completa)

Gli interventi di rimozione delle protesi al seno sono abbastanza comuni nel campo della chirurgia plastica. Negli Stati Uniti circa trecentomila pazienti si sottopongono all’intervento di mastoplastica additiva ogni anno, mentre il 10% di questa cifra cioè circa trentamila pazienti l’anno, vanno dal chirurgo per l’intervento di rimozione delle protesi.

Tutte le donne che hanno effettuato l’aumento del seno con protesi dovranno prima o poi sottoporsi anche a un intervento di revisione: questo perché le protesi non durano per sempre ed è consigliato cambiarle con nuove ogni 10-15 anni, anche se potrebbero durare pure di più.

breast implant removal procedure and surgery
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Motivi per richiedere la rimozione delle protesi al seno

I motivi per richiedere la rimozione delle protesi mammarie sono diversi e variano da paziente a paziente, così come l’intervento (o gli interventi) che si effettueranno in questo contesto varieranno di conseguenza. I seguenti sono alcuni dei molti motivi per i quali le pazienti domandano la rimozione delle protesi al seno.

Contrattura capsulare

La contrattura capsulare è una delle complicazioni più comuni della mastoplastica additiva con una incidenza variabile tra il 7% e il 15%; oggi abbiamo una comprensione maggiore di questa complicazione rispetto al passato e per questo alcuni chirurghi sono stati in grado di abbatterne l’incidenza nelle proprie cliniche ad appena l’1-2% dei casi. La gestione della contrattura capsulare è solamente chirurgica con la rimozione di parte o della totalità della capsula fibrosa; in alcuni casi, la paziente chiede il posizionamento di nuove protesi, mentre in altri casi vuole semplicemente la rimozione di quelli già presenti senza sostituirli.

Rottura della protesi mammaria

La rottura delle protesi mammarie viene gestita solo chirurgicamente; dopo aver rimosso sia la protesi che l’eventuale gel di silicone fuoriuscito, si può posizionare una nuova protesi o meno in base alle preferenze della paziente.

Insoddisfazione con il risultato estetico della mastoplastica additiva

Un risultato non ottimale derivante da una mastoplastica primaria è un altro motivo per il quale le pazienti richiedono un intervento di revisione. Il rippling e il wrinkling, cioè increspatura e corrugatura delle protesi con soluzione salina che vengono riempite meno del dovuto, le protesi troppo grandi e protesi posizionate male sono alcune delle molte cause di insoddisfazione nelle mastoplastiche additive. In questi casi, l’intervento di revisione può comportare il riposizionamento della protesi, la rimozione della protesi vecchia e sostituzione con una diversa più appropriata, o in alcuni casi la semplice rimozione senza sostituzione.

Infezione della tasca della protesi

Le infezioni nei casi di mastoplastica additiva con protesi variano in base alla fonte dei dati tra l’1% e il 35%. Seguendo i più aggiornati protocolli per la prevenzione e il controllo delle infezioni l’incidenza di questa complicazione può essere efficacemente minimizzato attorno all’1% o meno. La terapia antibiotica pre-peri-post operatoria, l’irrigazione della tasca della protesi (la sede dove viene alloggiata) con soluzione antibiotica o soluzioni antisettiche, l’uso di una manica introduttiva sterile per evitare il contatto tra la cute della paziente e la protesi durante l’introduzione, e la minimizzazione del tempo che intercorre tra l’apertura della confezione sterile contenente la protesi e il suo inserimento nella tasca chirurgica sono solo alcune delle molte strategie preventive per ridurre i casi di infezioni quando si esegue una mastoplastica additiva. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è gestibile farmacologicamente utilizzando una combinazione di antibiotici; quando gli antibiotici non eradicano l’infezione, è indicata la rimozione della protesi che possono poi essere sostituite o meno con nuove protesi in base alle preferenze della paziente.

Malattia da protesi mammaria

La malattia da protesi mammaria è una diagnosi non ufficiale, ma riportata sempre di più negli ultimi anni e che si riferisce a una varietà di sintomi che potrebbero essere collegati alle protesi al seno e alla risposta del sistema immunitario a materiali estranei all’interno del corpo. Alcune donne richiedono la rimozione delle protesi senza sostituzione per risolvere questo problema.

Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule associato a protesi mammarie (BIA ALCL)

Nonostante non sia raccomandato da alcuna agenzia governativa o associazione medica, la consapevolezza del rischio lievemente aumentato di sviluppare il BIA-ALCL nelle pazienti con protesi testurizzate (ruvide) ha portato ad alcune richieste di rimozione delle protesi per motivi di serenità. In alcuni casi vengono sostituite con protesi lisce, mentre in altri le protesi vengono rimosse senza sostituzione.

Preferenza personale della paziente

Cambiamenti nella mentalità o nel fisico dovuti a una età maggiore, la gravidanza, l’aumento o la perdita di peso, le influenze e i cambiamenti della società relativamente a come sono viste le protesi e la chirurgia estetica e sull’immagine della donna in generale sono alcune delle ragioni non mediche per le quali le pazienti chiedono la rimozione delle protesi senza sostituzione.

Altre ragioni

  • Mammografie. Le donne a rischio medio di sviluppare un tumore al seno dovrebbero effettuare una mammografia annuale a partire dai 40 anni. Questo potrebbe essere difficoltoso in base alle dimensioni e posizionamento della protesi e alla formazione di tessuto cicatriziale attorno ad esse.
  • Dolore cronico dovuto al peso. Un seno prosperoso naturale è una causa nota di dolori al collo e alla parte alta della schiena. Lo stesso può succedere nel caso di protesi di grandi dimensioni nelle pazienti che si sono sottoposte a mastoplastica additiva.
  • Risparmiare sulle spese ricorrenti. La FDA americana raccomanda l’esecuzione di esami per lo screening della rottura delle protesi. Si consiglia l’esecuzione di una risonanza magnetica (RMN) a 5 anni dall’intervento e successivamente ogni 2 anni. Una RMN è inoltre consigliata ogni qualvolta la paziente avvertisse dei sintomi che potrebbero essere dovuti alla rottura delle protesi. Le raccomandazioni precedenti prevedevano una risonanza magnetica dopo 1, 2, 4, 6, 8 e 10 anni dall’intervento. In base al paese in cui si vive, le risonanze potrebbero essere piuttosto costose.

Procedure chirurgiche di rimozione delle protesi al seno

In base alle caratteristiche della paziente e al motivo per il quale è richiesta la rimozione delle protesi mammarie l’intervento sarà eseguito con tecniche chirurgiche diverse. Quando non vi sono sintomi o complicazioni e la capsula fibrosa è sottile, questa viene generalmente lasciata in sede. A seconda dei sintomi, complicazioni ed eventuali ulteriori interventi di chirurgia eseguiti contestualmente invece, la capsula fibrosa potrebbe essere rimossa parzialmente o totalmente.

Capsulotomia

La capsulotomia prevede l’incisione della capsula di tessuto fibroso che si è formata attorno alla protesi lasciandola però dov’è. Di solito, l’accesso alla tasca chirurgica avviene tramite una incisione nello stesso punto nel quale si trova la cicatrice relativa all’intervento di mastoplastica additiva. Questa è la tecnica di espianto delle protesi più semplice, veloce e sicura.

Capsulectomia parziale

La capsulectomia parziale prevede invece la rimozione di parte della capsula fibrosa periprotesica. La sezione anteriore della capsula è quella che generalmente viene rimossa.

Capsulectomia totale

La capsulectomia totale è l’intervento in cui la totalità del tessuto fibroso attorno alla protesi viene rimosso. È un intervento più invasivo e con più rischi delle due tecniche precedenti. Potrebbe essere la tecnica chirurgica indicata nei casi di malattia da protesi mammaria, o nei casi di contrattura capsulare più severa (come quando la capsula è calcificata), o ancora nei casi di rottura della protesi con fuoriuscita del gel in silicone.

Capsulectomia en-bloc

La capsulectomia en-bloc prevede la rimozione dell’intera capsula fibrosa attorno alla protesi in un pezzo solo, lasciandola integra. Richiede una incisione più lunga ed è un intervento più invasivo. È generalmente indicata solamente nei casi di pazienti con diagnosi di BIA-ALCL (linfoma anaplastico a grandi cellule).

Interventi accessori alla rimozione delle protesi

Quando le protesi mammarie vengono rimosse senza essere sostituite con delle nuove protesi, le pazienti potrebbero richiedere ulteriori interventi estetici per correggere la pelle in eccesso nella regione toracica e la ptosi del seno. Alcune delle procedure più comunemente effettuate sono:

  • Intervento di mastopessi, noto anche come lifting del seno
  • Innesto di grasso, chiamato anche lipofilling
  • Iniezioni di PRP al seno, noto anche come “breast booster” o “vampire breast lift” in inglese.

La selezione degli interventi dipenderà dalle caratteristiche e dalle aspettative della paziente.

Ci sono rischi nella rimozione delle protesi al seno?

Come ogni altra procedura medica o chirurgica vi sono dei rischi e delle possibili complicazioni associate all’intervento. Rischi legati all’anestesia, asimmetria del seno, sanguinamento, trombosi, infezioni, cambiamenti nella sensibilità cutanea o del capezzolo, cattiva cicatrizzazione, cattivo risultato estetico sono alcuni dei possibili rischi e complicazioni che verranno spiegati nel dettaglio durante il consulto con il proprio chirurgo plastico.

Costo della rimozione delle protesi mammarie

Il costo dell’intervento di rimozione delle protesi al seno dipende dalla tecnica chirurgica scelta, dal fatto che vengano o meno posizionate nuove protesi, dagli eventuali interventi accessori richiesti, dalla clinica e dal chirurgo scelti e dal paese nel quale ci si sottopone all’intervento. Se effettuato per necessità mediche, l’intervento potrebbe essere coperto dal servizio sanitario nazionale o dall’assicurazione sanitaria privata.

Negli Stati Uniti il costo della sola rimozione delle protesi varia tra i 2,500-4,500 USD.

In Australia costa attorno ai 4,000-7,000 AUD (3,100-5,400 USD).

Nel Regno Unito il prezzo per la sola rimozione si aggira attorno ai 3,000-6,000 GBP (4,150-8,300 USD).

In Thailandia il costo della rimozione delle protesi al seno è tra i 60,000-100,000 THB (1,900-3,200 USD).


Fonti

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