Malattia da protesi mammaria – Breast Implant Illness

Potreste aver sentito parlare negli ultimi anni della malattia da protesi mammaria, un termine utilizzato dalle donne che si sono sottoposte all’intervento di mastoplastica additiva per fini cosmetici o a fine ricostruttivo dopo asportazione del tessuto mammario e che iniziano ad accusare dei sintomi in seguito all’operazione. Nonostante la malattia da protesi mammaria non sia una diagnosi ufficiale riconosciuta dalla medicina, la sua incidenza sembra essere in aumento, con un numero crescente di pazienti che grazie ai social media riferiscono i loro sintomi e la loro esperienza.

breast implant illness symptoms and treatment
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Cos’è la malattia da protesi mammaria o Breast Implant Illness (BII)?

Per malattia da protesi mammaria si intendono tutta una serie di sintomi che vengono avvertiti da alcune donne che hanno effettuato un intervento di mastoplastica estetica o ricostruttiva con protesi in silicone. Questi sintomi potrebbero essere causati da una patologia nota come malattia adiuvante umana (Human Adjuvant Disease – HAD), cioè una sindrome autoimmune causata da una ipersensibilizzazione prolungata dovuta all’esposizione dell’organismo a materiali alloplastici (estranei al corpo) che vengono iniettati o impiantati e la cui esistenza è stata riportata per la prima volta in letteratura medica dal Dr. Miyoshi nel 1964; questa sindrome è nota anche come sindrome autoimmune/infiammatoria indotta da adiuvanti (autoimmune/inflammatory syndrome by adjuvants – ASIA).

Nei primi tempi, i sintomi di queste sindromi erano associati all’iniezione di paraffina o di silicone liquido per l’aumento di volume del seno, una pratica ormai abbandonata da anni a causa dei molti rischi e delle molte complicazioni note. Ad oggi, tuttavia, sono i pazienti con protesi in silicone a riferire i sintomi di queste sindromi.

Non esiste al momento una risposta definitiva sul nesso causale tra i sintomi e la presenza di protesi al seno; una teoria è che alcuni pazienti abbiano una predisposizione genetica alla reazione eccessiva del proprio sistema immunitario quando esposti per lungo tempo a un materaiale estraneo nel loro corpo. Il guscio esterno delle protesi è costituito da silicone ed è stato dimostrato che alcune particelle possono migrare nei tessuti circostanti anche quando il guscio della protesi è intatto e non solo quando è danneggiato; queste particelle vengono quindi catturate dai macrofagi, un tipo di globulo bianco, causando una reazione del sistema immunitario.

La malattia da protesi mammaria è correlata al tumore al seno o al linfoma BIA-ALCL?

La malattia da protesi mammaria non è correlata né al tumore al seno né al linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL), un raro tipo di linfoma non-Hodgkin a cellule T associato alle protesi testurizzate (ruvide) e che a sua volta non è da confondere con il tumore del tessuto mammario.

A differenza del BIA-ALCL, la malattia da protesi mammaria è stata segnalata sia dalle pazienti con protesi lisce che quelle con protesi testurizzate di qualunque marchio e sia nelle protesi con gel in silicone che quelle con soluzione salina in quanto entrambe sono costituite da un guscio esterno in silicone.

Sintomi della malattia da protesi mammaria

I sintomi riportati dalle donne con malattia da protesi mammaria potrebbero essere dovuti a un gran numero di condizioni e patologie, dalla menopausa, alle malattie autoimmuni, alla disfunzione della tiroide. Nonostante non si possa affermare al momento che questi sintomi siano causati dalle protesi al seno, i sintomi sono reali e per questo non vanno né minimizzati né ignorati, ma vanno valutati con cura e indagati. Molte pazienti riferiscono che i sintomi compromettono la loro capacità di svolgere una vita normale. I sintomi riferiti più di frequente sono:

  • Dolori muscolari e articolari
  • Mal di testa
  • Dolore al torace o al seno o una sensazione di bruciore nelle stesse zone
  • Stanchezza
  • Disturbi della memoria, della concentrazione o altri disturbi cognitivi
  • Eritema cutaneo o altre manifestazioni dermatologiche
  • Bocca e/o occhi secchi
  • Caduta dei capelli
  • Fotosensibilità
  • Disturbi gastrointestinali
  • Ansia o depressione
  • Disturbi del sonno

L’inizio dei sintomi è molto variabile con alcune pazienti che riferiscono di avvertirli subito dopo l’intervento mentre altre li sviluppano dopo anni.

Alcune pazienti vengono diagnosticate con malattie autoimmuni come il lupus, l’artrite reumatoide o la sindrome di Sjögren, mentre per altre non vi sono evidenze di processi patologici autoimmuni.

C’è una correlazione tra malattia da protesi mammaria e protesi al seno?

Non essendoci nessun test specifico per la malattia da protesi mammaria e visto che i sintomi riportati da queste pazienti sono anche riportati regolarmente dalla popolazione generale, al momento non c’è una correlazione tra quella che viene chiamata malattia da protesi mammaria e le protesi al seno, né c’è un rischio calcolato di svilupparla in seguito all’intervento di mastoplastica additiva.

Vi sono però diversi studi in corso per capire meglio i sintomi e le possibili cause o correlazioni.

Secondo uno studio recente, sembrerebbe che le protesi in silicone siano associate a una maggiore probabilità di sviluppare una malattia reumatica/autoimmune, ma servono più dati ed altri studi per una risposta definitiva.

Procedure diagnostiche in caso di sospetto di malattia da protesi mammaria

Se si accusano i sintomi che potrebbero essere attribuiti alle protesi al seno o se non vi sono altre spiegazioni per i sintomi riportati secondo il proprio medico curante, si consiglia di prenotare una visita dal proprio chirurgo plastico. Prima di tutto è necessario un esame del seno per valutare l’integrità della protesi e l’assenza di irregolarità nel tessuto circostante. Alcuni degli esami che vengono consigliati quando si sospetta la malattia da protesi mammaria sono:

  • Emocromo completo
  • Urea ed elettroliti e creatinina
  • Funzionalità epatica
  • Funzionalità della tiroide
  • Proteina C reattiva (PCR)
  • Velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES)
  • Ferro e ferritina
  • Immunoglobuline sieriche (IgG e IgM)
  • Marker delle malattie autoimmuni come gli anticorpi anti-SSB, anticorpi anti-SM, anticorpi anti-nucleari (ANA), etc.

Il piano terapeutico viene formulato solo in seguito a una valutazione medica esaustiva e dopo aver discusso i rischi e i benefici nel caso si vogliano rimuovere le protesi.

Guarigione dalla malattia da protesi mammaria

Nel caso della contrattura capsulare o della rottura della protesi, la rimozione della protesi al seno è indicata secondo le linee guida attuali. Quando si parla però di malattia da protesi mammaria i dati attuali dicono che potrebbe esserci un miglioramento come anche no:

  1. Pazienti non diagnosticati con una patologia autoimmune o reumatica. In queste pazienti, circa l’80% ha riferito di un miglioramento nei sintomi fisici e circa il 90% ha riferito un miglioramento nei sintomi psicologici e nel benessere generale in seguito alla rimozione delle protesi.
  2. Pazienti con patologia reumatica ma non autoimmune. Queste pazienti riferiscono un miglioramento iniziale della sintomatologia che sembra essere dovuto a un effetto placebo, con una ricaduta entro 6-12 mesi dopo la rimozione della protesi.
  3. Pazienti con patologie autoimmuni. Queste pazienti non avvertono alcun miglioramento nei sintomi in seguito alla rimozione della protesi né è rilevabile un miglioramento nei livelli di anticorpi.

Secondo una rassegna di studi di coorte e resoconti dei pazienti, circa il 75% delle pazienti riferisce un miglioramento dopo la rimozione delle protesi, ma solo il 16% delle pazienti con diagnosi di malattia autoimmune riferisce un miglioramento (sintomi più lievi, ma non guarigione).

La rimozione delle protesi al seno va discussa con il proprio chirurgo plastico: una capsulectomia totale o quasi-totale potrebbe essere indicata in alcuni casi, ma una capsulectomia en-bloc è al momento sconsigliata e da riservare esclusivamente ai casi confermati di tumore al seno.

Alla fine, la scelta su come procedere spetta al paziente, ma è altamente consigliato di attenersi alle linee guida e alle evidenze mediche attuali nonché al consiglio del chirurgo, possibilmente un professionista con esperienza specifica nel trattamento dei casi con malattia da protesi mammaria.


Fonti

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