Quanto tempo durano REALMENTE i filler per il viso all’acido ialuronico?

Tutte le persone interessate al trattamento estetico con filler dermici si pone questa domanda, per la quale la risposta sembra essere semplice e sempre la stessa a chiunque si chieda, dagli specialisti ai produttori dei filler: dai 6 ai 18 mesi dipendenti dal marchio e dal filler utilizzato.

Ma è sempre così ed è sempre vero? Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista della Società Americana dei Chirurghi Plastici (ASPS) mette per la prima volta in dubbio questo dogma.

Quanto tempo durano REALMENTE nei tessuti i filler all’acido ialuronico cross-linked?

L’acido ialuronico naturale nei tessuti connettivi ha un ricambio molto veloce: circa 24 ore per la pelle e da 1 a 3 settimane per quello presente nelle articolazioni.

Per via di questo ricambio veloce, le aziende farmaceutiche hanno dovuto modificare la molecola per renderla più duratura, rendendone più difficile la decomposizione da parte dell’enzima ialuronidasi. Questo avviene grazie al processo di cross-linking e cioè all’aggiunta di legami chimici artificiali tra i vari piccoli mattoncini che compongono l’acido ialuronico.

Secondo uno studio pubblicato dal Dr. Mobin Master, radiologo e medico estetico Australiano, 10 pazienti su 10 che hanno negato qualsiasi iniezione di filler nei 2 anni prima di questo studio in realtà indagando con la risonanza magnetica avevano ancora evidenze della presenza di filler all’acido ialuronico nei tessuti. Metà di questi pazienti (5 su 10) non si era sottoposto ad alcun trattamento con filler per più di 6 anni e un paziente non faceva filler da oltre 12 anni! Ciononostante, le immagini acquisite con la risonanza magnetica dimostrano la permanenza del filler all’acido ialuronico nei tessuti in cui è stato iniettato o in quelli circostanti nei casi in cui migrava.

Cosa dimostra questo studio?

Visto il campione di pazienti molto limitato, non si può trarre alcuna conclusione definitiva da questo singolo studio, ma le evidenze che emergono da esso giustificano il bisogno di ulteriori studi che coinvolgano un maggior numero di pazienti per approfondire l’argomento.

Se i risultati dovessero essere gli stessi anche analizzando un campione più grande, si tratterebbe di un vero terremoto nella medicina estetica, con cambiamenti vari dallo sviluppo di nuovi protocolli di trattamento allo sviluppo di nuovi filler con caratteristiche diverse da parte dell’industria farmaceutica.

Per esempio, è possibile che nel futuro prima di ripetere il trattamento coi filler il paziente venga trattato con la ialuronidasi, per cancellare tutti i lavori precedentemente fatti e ripartire da una tela bianca.

Perché i pazienti fanno i filler ogni 4-6 mesi se questi durano per diversi anni?

Quando si tratta di pratica clinica, la maggior parte dei professionisti sa che i pazienti tornano in ambulatorio ben prima dei “fino a 18 mesi” della durata dichiarata del filler, e cioè fin da 3-4 mesi dopo il trattamento e in genere attorno al sesto mese.

In generale, la scomparsa prematura dell’effetto estetico di aggiunta di volume del filler verrebbe attribuita al metabolismo personale (a una maggiore capacità individuale di degradare l’acido ialuronico in certi soggetti rispetto ad altri), o la si attribuirebbe al sito di iniezione quando si tratta di zone con alta attività muscolare e in continuo movimento.

Secondo il Dr. Gavin Chan, medico estetico e direttore del Victorian Cosmetic Insitute a Melbourne (AUS), che già ebbe l’intuizione di pensare che i filler all’acido ialuronico in realtà potessero durare più di 6-18 mesi prima della pubblicazione di questo studio, la perdita di volume andrebbe attribuita alla migrazione del filler: ad esempio il filler alle labbra viene iniettato sopra un muscolo molto attivo, il muscolo orbicolare della bocca, che si contrae costantemente quando parliamo, mangiamo, con le espressioni facciali, etc. questa attività potrebbe essere la causa della migrazione del filler nei tessuti adiacenti col passare del tempo, causando un appiattimento della regione trattata originariamente (il vermiglio) e la diffusione dell’acido ialuronico nella regione tra il labbro e il naso che poi causa la cosiddetta “duck face” o aspetto da papera.

Questo processo di migrazione del filler unito al fatto che durino molti più anni di quel che si pensasse prima potrebbe anche spiegare come mai molti VIP, che hanno accesso ai trattamenti e ai medici migliori e più costosi, hanno un aspetto gonfio e innaturale dopo anni di procedure estetiche ripetute.

I filler migrano veramente tutti quanti?

Altri filler dermici per il viso hanno meccanismi di azione e una durata dichiarata diversi e, ad oggi, non vi sono evidenze per poter dire che migrino dal sito di iniezione originale.

Quando parliamo invece dei filler all’acido ialuronico, grazie a questo studio adesso sappiamo che potrebbe essere vero, ma come detto precedentemente servono altri studi e molti più dati prima di trarre conclusioni definitive sull’argomento.

D’altra parte, la maggior parte dei medici estetici sarebbe pronta a giurare che la migrazione possa avvenire esclusivamente nei momenti subito successivi all’iniezione del filler (massaggiando la zona ad esempio) oppure nel caso in cui l’iniezione sia stata fatta da personale inesperto e non qualificato o ancora se il filler utilizzato non è approvato dalle agenzie del farmaco o è illegale. E questo è semplicemente quanto gli è stato insegnato e quel che hanno letto e sentito per anni, quindi non hanno colpa. Sperabilmente questo studio metterà in dubbio alcuni di questi dogmi della medicina estetica sui filler all’acido ialuronico e si faranno ulteriori indagini sull’argomento.

Fonti

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