Cos’è e come funziona la fecondazione in vitro FIVET (IVF)

IVF in vitro fertilization

La fecondazione in vitro, nota come IVF o FIVET in Italia o più semplicemente come fecondazione artificiale, è una terapia per l’infertilità che consiste in una serie di procedure mediche e chirurgiche che aiutano nel concepimento di un figlio. La FIVET è una delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) disponibili per le coppie con problemi di infertilità ed è la più efficace tra quelle disponibili, ma è anche la tecnica più invasiva e più costosa. Il termine “in vitro” deriva dal latino e significa “nel vetro”, per via del fatto che il processo di fecondazione dell’ovocita da parte dello spermatozoo avviene in una piastra da laboratorio invece che all’interno del corpo umano.

La fecondazione in vitro venne eseguita per la prima volta nella storia nel 1978 dal suo inventore, il Dr. Robert Edwards, a cui fu poi conferito il premio Nobel per la Medicina nel 2010 grazie al suo lavoro e le sue ricerche. Dalla fine degli anni ’70 a oggi sono nati milioni di bambini grazie a questa tecnologia che è in continua evoluzione con miglioramento delle tecniche e aumento delle probabilità di successo, diminuendo allo stesso tempo i rischi e le probabilità di complicazioni. Ad oggi, l’1-3% di tutti i bambini nati negli Stati Uniti e negli altri paesi sviluppati viene concepito grazie alla FIVET.

Indicazione della fecondazione in vitro (FIVET)

La FIVET è indicata quando le opzioni di trattamento dell’infertilità meno invasive falliscono ed è raramente consigliata come prima scelta terapeutica. I cambiamenti nello stile di vita, gli integratori, i farmaci per la fertilità e l’inseminazione intrauterina sono generalmente le prime strade seguite quando si hanno problemi a concepire.

La FIVET può essere indicata nei seguenti casi:

  • Donne sopra i 40 anni
  • Problemi delle tube di Falloppio (salpingi) come i blocchi o ostruzioni delle tube, la legatura delle tube o altri tipi di danni.
  • Endometriosi
  • Fibromi uterini
  • Disturbi dell’ovulazione
  • Infertilità inspiegata
  • Infertilità maschile, dovuta alla qualità e quantità degli spermatozoi
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
  • Rischio di patologie genetiche, per le quali si esegue la diagnosi genetica pre-impianto
  • In seguito alla crioconservazione dei gameti per preservare la fertilità prima di sottoporsi a terapie, come quelle oncologiche, che possono causare infertilità.

Passaggi della procedura di fecondazione in vitro (FIVET)

La fecondazione in vitro richiede diversi passaggi o fasi che nel loro insieme costituiscono quello che viene chiamato ciclo FIVET.

  1. Stimolazione ovarica per indurre l’ovulazione
  2. Prelievo degli ovociti
  3. Prelievo degli spermatozoi
  4. Fecondazione standard o fecondazione tramite iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI)
  5. Sviluppo dell’embrione
  6. Diagnosi genetica pre-impianto
  7. Trasferimento dell’embrione

Fase 1: induzione dell’ovulazione

La stimolazione ovarica, o più precisamente l’iperstimolazione ovarica, è una terapia medica che utilizza farmaci per stimolare le ovaie a produrre e far maturare multipli ovociti, ritardando al contempo il loro rilascio nelle tube. Gli ovociti sono necessari in gran numero per aumentare le probabilità di successo della FIVET in quanto non tutti verranno poi fecondati, né tutti svilupperanno embrioni sani e infine non tutti saranno buoni candidati per il trasferimento e impianto.

Le gonadotropine vengono utilizzate per stimolare le ovaie e sviluppare più follicoli ovarici e far maturare più ovociti.

Gli agonisti o antagonisti GnRH sono utilizzati per prevenire il picco in ormone luteinizzante (LH) che causa il rilascio degli ovociti maturi nelle tube di Falloppio.

L’hCG è utilizzato per causare il picco di LH al momento più opportuno per il prelievo degli ovociti.

Durante il processo di iperstimolazione ovarica si eseguono esami del sangue regolari per monitorare i livelli ormonali, così come si eseguono ecografie transvaginali regolari per esaminare le ovaie e monitorare lo sviluppo dei follicoli ovarici e la maturazione delle uova.

Il processo di iperstimolazione ovarica generalmente dura 1-2 settimane e viene iniziato nel primo giorno del ciclo mestruale

Fase 2: Prelievo degli ovociti

La procedura di prelievo degli ovociti è una tecnica di chirurgia minimamente invasiva che viene eseguita nella clinica per la fertilità e che richiede all’incirca 15-30 minuti per essere completata.

Alla fine del primo passo e cioè dell’iperstimolazione ovarica, quando il medico ritiene opportuno sulla base degli esami del sangue e delle ecografie transvaginali, viene somministrata un’ultima iniezione contenente gonadotropina corionica umana (hCG) che induce il rilascio degli ovociti maturi dai loro follicoli ovarici. Il prelievo degli ovociti è programmato 24-36 ore dopo l’iniezione di hCG.

Si somministra una leggera dose di sedativo per non sentire alcun dolore. La procedura è guidata dall’ecografia transvaginale che permette di visualizzare i follicoli maturi. Un ago sottile viene utilizzato per bucare la parete della vagina e raggiungere i follicoli ovarici contenenti gli ovociti, che vengono quindi aspirati e prelevati con il fluido che li circonda. In media si prelevano 8-20 ovociti. Le uova vengono quindi esaminate e posizionate su una piastra da laboratorio riempita di sostanze nutritive e poi inserita in un incubatore.

La procedura è semplice e sicura con rare complicazioni. È possibile che si avvertano dei crampi o dei minimi effetti collaterali dovuti alla lieve anestesia che viene somministrata. Generalmente si somministrano anche degli antibiotici per prevenire le infezioni.

Fase 3: prelievo degli spermatozoi

Il prelievo degli spermatozoi viene effettuato nello stesso giorno del prelievo degli ovociti. Il campione di seme maschile può essere fornito dal partner tramite masturbazione, può provenire da una banca del seme nel caso di campione di sperma da donatore, o può essere ottenuto chirurgicamente con tecniche minimamente invasive quando l’uomo non è in grado di produrre un campione di sperma. Abbiamo parlato delle procedure di prelievo degli spermatozoi note come PESA, TESA, TESE, MESA e microTESE nell’articolo relativo all’inseminazione intrauterina.

Un campione di sperma congelato può essere inoltre utilizzato quando l’uomo ha proceduto alla crioconservazione del campione in preparazione per terapie che causano l’infertilità, come la cura dei tumori.

Il campione di seme, una volta ottenuto, viene processato in laboratorio e con un lavaggio si separano gli spermatozoi dal liquido seminale; i migliori spermatozoi per la fecondazione vengono quindi selezionati in laboratorio dopo aver analizzato il campione.

Fase 4: la fecondazione in vitro

Esistono due metodi diversi per la fecondazione quando si esegue la FIVET:

  1. Fecondazione standard, quando gli spermatozoi e gli ovociti vengono messi nella stessa piastra di coltura e poi inseriti in un incubatore. Con la fecondazione standard gli spermatozoi devono raggiungere l’ovocita e fertilizzarlo come avverrebbe in maniera naturale all’interno del corpo umano.
  2. L’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), quando un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno dell’ovocita. Questa procedura viene in genere eseguita quando il tasso di fertilizzazione con la fecondazione standard è basso o quando gli spermatozoi sono disponibili in bassa quantità o hanno una qualità bassa.

Le uova fecondate vengono quindi lasciate nella piastra di coltura e inserite nell’incubatore, dove restano monitorate dai 3 ai 5 giorni.

Fase 5: sviluppo dell’embrione

Quando un ovocita inizia il processo di divisione cellulare diventa ufficialmente un embrione. Non tutte le uova provenienti dai passaggi precedenti verranno fecondate, né tutti gli ovociti fecondati diventeranno embrioni. Non tutti gli embrioni continuano il processo di divisione cellulare, crescita e sviluppo. Per questo motivo nel primo passaggio della FIVET si induce lo sviluppo e la maturazione di multipli ovociti, poi prelevati nel secondo passaggio.

Il terzo giorno dopo la fecondazione, l’embrione dovrebbe aver raggiunto dopo alcune divisioni cellulari lo stadio a 6-8 cellule noto come morula.

Il quinto giorno dopo la fecondazione l’embrione dovrebbe essersi diviso ulteriormente totalizzando all’incirca 100-200 cellule e raggiungendo lo stadio di blastocisti.

Fase 6: diagnosi genetica pre-impianto (PGD)

Intorno al 4-6 giorno è il momento in cui si procede alla diagnosi pre-impianto. Questa viene eseguita prelevando con cautela una o due cellule dell’embrione e analizzandone il DNA.

La diagnosi preimpianto può venir eseguita per prevenire anomalie genetiche o patologie congenite quando uno dei genitori è portatore noto di una patologia. Ci sono anche altre indicazioni per la diagnosi pre-impianto e l’analisi genetica, ma le leggi che lo consentono variano di paese in paese.

Fase 7: trasferimento dell’embrione

A partire dal terzo giorno l’embrione è pronto per il trasferimento nell’utero della donna. La procedura di trasferimento dell’embrione è veloce e indolore e viene eseguita nell’ambulatorio della clinica; un catetere (tubicino sottile) viene inserito nella vagina e fatto passare attraverso la cervice mentre l’embrione viene caricato in una siringa sospeso in un piccolo quantitativo di fluido e viene quindi iniettato nell’utero attraverso il catetere.

In base a diverse variabili potrebbero essere trasferiti più di un embrione nello stesso momento, in particolare in base all’età della donna. Quando si trasferiscono più embrioni aumentano le probabilità di successo, ma aumenta anche il rischio di gravidanza gemellare che aumenta i rischi sia per i bambini che per la madre.

Da 9 a 14 giorni dopo il trasferimento si esegue un esame del sangue per misurare i livelli ormonali (hCG) e confermare lo stato di gravidanza.

In base alla legislazione, gli embrioni inutilizzati possono essere congelati per un uso successivo o possono essere donati.

Prima e dopo il trasferimento, potrebbe essere somministrato del progesterone per aumentare le probabilità di impianto dell’embrione nell’utero e diminuire le probabilità di aborto spontaneo.

Rischi e complicazioni della FIVET

Le complicazioni gravi nel caso della FIVET sono molto rare, ma come ogni singola terapia medica e chirurgica vi sono sempre dei rischi, per quanto minimi.

I farmaci usati durante la FIVET per l’iperstimolazione ovarica hanno generalmente effetti collaterali lievi, quali le vampate di calore, mal di testa, gonfiore addominale e sbalzi d’umore. La complicanza più seria dei farmaci per l’induzione dell’ovulazione è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), una patologia rara che si manifesta con dolore addominale e accumulo di liquidi nell’addome; nei casi più gravi necessita di ricovero ospedaliero e trattamento in reparto.

Il prelievo degli ovociti ha rischi collegati alla somministrazione dell’anestesia e all’uso dell’ago per il prelievo vero e proprio: quest’ultimo può infatti causare infezioni, sanguinamento e danno alle strutture circostanti come l’intestino e la vescica, ma si tratta di complicanze molto rare.

Quando più di un embrione viene trasferito nell’utero della madre c’è il rischio di gravidanza gemellare. La gravidanza gemellare aumenta il rischio di parto prematuro, basso peso alla nascita dei neonati e aborto spontaneo. La gravidanza gemellare aumenta anche i rischi per la madre: vi sono più probabilità di soffrire di anemia, diabete gestazionale (diabete gravidico) e ipertensione.

Al contrario di quel che si credeva in passato, tutti gli studi più recenti escludono che ci sia un rischio aumentato di sviluppare tumori successivamente al ricorso alla FIVET.

La fecondazione in vitro è una procedura sicura ed è quella maggiormente efficace per le coppie affette da infertilità. Con sempre maggior conoscenza delle tecniche e miglioramento delle stesse nel campo della FIVET, la necessità di trasferire più di un embrione è diminuita rispetto al passato, abbassando così anche uno dei rischi più comuni cioè la gravidanza gemellare.

Probabilità di successo della FIVET

Le probabilità di successo per la fecondazione in vitro (FIVET) dipendono da fattori multipli quali l’età della madre, lo stile di vita, le cause dell’infertilità, eventuali gravidanze a termine in passato, qualità degli embrioni, numero di embrioni trasferiti nell’utero, …

Le probabilità di successo variano inoltre in base alla clinica scelta: chiedi al medico che ti segue in questo percorso maggiori informazioni!

In media, la probabilità di successo varia da quasi il 50% ad appena l’1%. Sottoporsi a più cicli di FIVET aumenta le probabilità di successo.

Quanto costa la FIVET?

Il costo della fecondazione in vitro (FIVET) varia in base alla clinica scelta e ai farmaci utilizzati. Il costo medio per ogni ciclo di FIVET è:

  • 10,000-20,000 USD negli USA
  • 80,000-150,000 HKD (10,000-20,000 USD) a Hong Kong
  • 12,000-20,000 SGD (8,500-14,000 USD) a Singapore
  • 12,000-15,000 AUD (7,500-10,000 USD) in Australia
  • 5,000-15,000 EUR (5,500-16,000 USD) in Irlanda
  • 3,500-5,000 GBP (4,200-6,000 USD) nel Regno Unito (UK)
  • 20,000-50,000 CNY (2,800-7,000 USD) in Cina
  • 10,000-15,000 CAD (7,000-10,500 USD) in Canada
  • 150,000-320,000 THB (5,000-10,000 USD) in Tailandia
  • 3,500-5,000 EUR (3,900-5,500 USD) in Italia

Questi sono i costi per ogni ciclo di FIVET. Spesso sono necessari vari cicli (in genere dai 3 ai 6 cicli) prima di ottenere il risultato sperato, ai quali si aggiungono i costi di stoccaggio e crioconservazione dei gameti, scongelamento dei gameti e degli embrioni, che negli Stati Uniti è nell’ordine dei 5000-20000 USD. Alcuni trattamenti potrebbero essere coperti dall’assicurazione sanitaria.

Leggi e legislazione diverse permettono tecniche e trattamenti diversi e questi unite all’assenza di liste d’attesa, la qualità delle cure, il costo di viaggio e pernottamento e il costo totale di multipli cicli di FIVET sono alcuni dei fattori che favoriscono il turismo sanitario nel campo del trattamento dell’infertilità di coppia.


Per maggiori informazioni sull’infertilità e i trattamenti per la fertilità leggete gli altri nostri articoli sull’argomento:


Fonti

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